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30 settembre 2011

Noah And The Whale / Tunnel - Milano / 28 Settembre 2011

Noah And The Whale - Milano
Primo concerto per me dei Noah And The Whale.
  • Qualità del suono: 6 - ero in una buona posizione centrale e quindi, a differenza di altre volte, avrei dovuto sentire meglio. Considerando che la loro musica ha pretese di raffinatezza e ricerca ho trovato che questo loro impegno è stato un po' rovinato dai toni bassi che tendevano a coprire tutto il resto, voce e violino compresi.
  • Luci ed effetti: 7 - coreografia a LED del locale coordinata con la musica. Suggestiva la palla roteante di cristallo che durante uno degli ultimi pezzi ha creato un'atmosfera inedita per un concerto.
  • Organizzazione: 7 - buona ma comunque la tendenza è sempre quella di ritardare di almeno mezz'ora gli orari indicati nei siti e sui biglietti stessi.
  • Ambiente: 5 - capisco che è un autunno anomalo, ma vogliamo fare entrare un po' di aria in questo benedetto tunnel?!
    Come nota negativa da segnalare anche il chiacchiericcio continuo e fastidioso del pubblico sui pezzi lenti, il che mi fa sospettare che ci fossero molti invitati a cui non gliene fregasse niente, ma erano lì solo per fare numero. L'avessero fatto con Jonsi...
  • Simpatia:  8 - eleganza e stile. Come ad una sfilata la band entra da una porta laterale sotto gli occhi stupiti del pubblico stesso che deve attraversare per poter salire sul palco. Tentativi di brevi discorsi in italiano molto apprezzati. Ammiccamenti e pose plastiche limitate dalla superficie stessa del palco molto limitata.
  • Capacità esecutive: 8 - i NATW sono musicisti che sanno il fatto loro. La strumentazione classica un po' particolare condita di sintetizzatori e campionatori sembra quasi sacrificata sul palchetto, ma alla fine tutto prosegue nel migliore dei modi senza tentennamenti. La voce di Charlie Fink si sa, non è potentissima, infatti tende un po' a sparire sui pezzi più rock (se così si possono definire).
  • Durata, setlist: 8,5 - una scaletta direi completa. Ovviamente è stato dato molto spazio ai nuovi pezzi, ma, essendo io un fan dell'ultima ora, la cosa non mi è dispiaciuta. Grandissimo finale struggente con "The First Days Of Spring" in versione potenziata.
  • GLOBALE: 8,5 - una scoperta, una certezza.


SETLIST
  • Give A Little Love
  • Just Me Before We Met
  • Life Is Life
  • Give It All Back
  • Shape of my Heart
  • Rocks and Daggers
  • Love of an Orchestra
  • Blue Skies
  • Wild Thing
  • The Line
  • Our Window
  • Tonight's the Kind of Night
  • 5 Years Time
  • Jocasta
  • Waiting for My Chance to Come
  • L.I.F.E.G.O.E.S.O.N.

  • Old Joy
  • The First Days of Spring

25 febbraio 2011

Fran Healy live @ Tunnel @ Circolo degli Artisti

Fran Healy - Circolo degli Artisti - Roma
Non è facile recensire un concerto che concerto non è, innanzitutto perchè i concerti che abbiamo seguito sono stati 2 (4 in tutto quelli in Italia) e poi perché oltre al concerto c'è stata l'umanità di un artista che, liberato dagli orpelli della band, si è espresso in tutto il suo valore.

  • Simpatia: 10 – per una volta cambiamo l'ordine iniziando da questo aspetto. Simpatia: appunto, le storie che precedono quasi ogni canzone ti lasciano un sorriso stampato in viso, a volte è preceduto da una risata, a volte da una lacrimuccia commossa. Fran ripercorre la sua carriera con e senza i Travis, così come la sua vita di rock-star casuale. Perché lui per primo non si aspettava tutto questo successo, i Travis non sono stati costruiti su misura per lo show-business e questo lo si capisce da tanti dettagli: dalla sua umiltà e dalla incredibile e rarissima disponibilità (prima, dopo e durante il concerto) e da ciò che lui stesso racconta con la massima sincerità, arrivando fino a dettagli personali descrivendo, ad esempio, il suo rapporto con il figlio (e di conseguenza con suo padre).
    Fran si è scusato più volte per l'assenza dall'Italia per 7 anni e giura che tornerà anche con i Travis. Lui stesso si è stupito per l'accoglienza e l'entusiasmo, capisce che, dopo tanti anni, altri gruppi si sono affacciati sulle scene ed era comprensibile una certa disaffezione per la band scozzese, cosa che invece è avvenuta solo in parte. Aggiungiamo noi: queste date sono probabilmente un investimento per il futuro, impossibile non farsi coinvolgere dal suo carisma, dopo una serata del genere anche lo spettatore più scettico è stato conquistato, insomma: una promozione a lungo termine.
  • Capacità esecutive: 10 – un uomo solo con la sua chitarra cosa può fare più di così? La sua voce non sbaglia un colpo, i suoi tipici acuti, spremuti nelle sue movenze e contorsioni suo marchio di fabbrica, non hanno cedimenti. Certo può capitare qualche piccolo vuoto di memoria ma Fran è aiutato dallo zoccolo duro della prima fila pronta a fungere da “gobbo”. Fran ha con sé 2 chitarre di cui una a 12 corde che utilizza quando nella prima salta qualche corda (è successo, ed è lui stesso a sostituirla, insomma si fa in quattro questo ragazzo)
  • Qualità del suono: 9 – voce e chitarra non richiedono particolari regolazioni, forse, l'unica cosa che manca è un minimo di aiuto da parte dell'effettistica, ma questo tour ha una filosofia di fondo molto low-cost e quindi se oggi possiamo godere di 4 date di Fran in Italia è anche grazie all'essenzialità di questi concerti.
  • Organizzazione: 9 – un po' più carente a Milano, più completa a Roma. Pochissima sicurezza e assenza di transenne (credo sia una scelta esplicita di Fran), sicchè al Tunnel la prima fila stava praticamente seduta sul palco.
  • Ambiente: 9 - nonostante ciò il pubblico è stato correttissimo, più pacato a Milano, più esuberante a Roma, ma sempre con il massimo rispetto: “Parlate pure, non è un problema per me, ma sappiate che potreste perdervi qualcosa di interessante” le parole di Fran dopo che parte del pubblico “Sssshhh” zittiva i più chiaccheroni.
  • Luci ed effetti: n.p. – un concerto low-cost non può avere una scenografia personalizzata, soprattutto perché non ci sta sull'unica auto che trasporta Fran, Foley e le chitarre.
  • Durata, setlist: 10 – non esiste, o perlomeno è cosa rarissima, che dopo un set prestabilito di pezzi vecchi e nuovi la scelta passi al pubblico; infatti è proprio Fran a chiedere ai suoi fan, così, sul momento, di scegliere le prossime 5-6 canzoni; e qui inizia la parte più unica del concerto: Fran ascolta tutte le richieste e poi decide, suona alcuni pezzi dopo tanti anni e, anche se sbaglia qualche accordo o qualche parola, non è certo un problema, è cosa comprensibile che lo rende ancora più umano e che rende questo evento intimissimo, come se Franny stesse suonando nel proprio salotto insieme a pochi amici.
  • GLOBALE: 10 e lode – indescrivibile a parole sopratutto per chi ha le proprie radici musicali nel brit-pop, manca ancora una data, stasera a Treviso, imperdibile.
Ecco le canzoni suonate: