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20 marzo 2015

Kaiser Chiefs / Magazzini Generali - Milano / 15 Ottobre 2014

Non capita spesso di arrivare con molte ore di anticipo sul luogo del concerto (con la scusa di parcheggiare e farsi un giro a Milano) ed incontrare il leader della band che si esibirà quella sera girovagare allegramente in cannottiera, come se nulla fosse, all'esterno del locale. Una battuta con i venditori abusivi di magliette, foto e autografi (con noi) e poi via diretto verso il vicino supermarket. Probabilmente ne approfitta per godersi un po' di vita da sconosciuto, visto che recentemente ha incrementato ulteriormente la sua notorietà per essere stato un brillantissimo giudice di The Voice Uk (vedere per credere).
  • Organizzazione: 9 - un po' di ritardo, ma per il resto tutto secondo i piani. Concerto piccolo = facile gestione.
  • Ambiente: 9 - pochi ma buoni. Il pubblico si esalta all'unisono e non potrebbe essere altrimenti con tali brani così travolgenti ed orecchiabili.
  • Luci ed effetti: 5 - il minimo sindacale.
  • Qualità del suono: 8 - i Magazzini, negli anni, hanno subito qualche limatura e aggiustamento, le enormi casse che piallavano il pubblico in prima fila sono ormai da tempo state spostate in alto, ad "arco", per diffondere meglio il suono.
  • Performance: 10 - sarebbe riduttivo dire che i Kaiser sono Ricky Wilson, ma di fatto è lui, uno dei migliori showman del rock britannico, forse il migliore, ad attirare su di sè tutti gli sguardi. Bisogna proprio impegnarsi per onorare con un'occhiata la presenza degli altri quattro, che da parte loro, sapendo quanto Ricky sia magnetico, non si impegnano più di tanto nel farsi notare. Ottimi musicisti e compositori... ma nulla in confronto ai numeri da circo del frontman: Wilson sembra brillo, ma non può esserlo, è un pazzo cosciente di esserlo, non risparmia una goccia di sudore e il suo è uno spettacolo improvvisato con alle spalle una preparazione da giocogliere e da atleta: su una delle prime canzoni mette al sicuro un obbiettivo di un fotografo perchè sapeva già che lì avrebbe saltato, lancia e maneggia con disinvoltura e precisione i suoi strumenti, l'asta e il microfono sono praticamente sempre in volo.
  • Durata, setlist: 8 - le nuove canzoni sono già dei classici. Peccato per la brevità (16 canzoni) e per l'assenza di Bows&Arrows.
  • GLOBALE: 9,5 - entusiasmo allo stato puro.
SETLIST
  • The Factory Gates
  • Everyday I Love You Less and Less 
  • Everything Is Average Nowadays 
  • Ruffians on Parade 
  • Little Shocks 
  • Never Miss a Beat 
  • Na Na Na Na Naa 
  • My Life
  • Coming Home
  • Modern Way
  • One More Last Song
  • Ruby
  • I Predict a Riot
  • The Angry Mob
  • Misery Company
  • Oh My God

Travis / KKL Luzerner Saal - Lucerna / 25 luglio 2014

Data in Svizzera a sorpresa e rarissima puntata continentale per questo tour. Decidiamo di approfittarne vista la paura viscerale per il volo e per la discreta vicinanza con Milano. Concerto inserito all'interno di un festival dal nome ambiguo "Blue Balls" ma ricco di iniziative di contorno. La location è un centro culturale - congressi - concerti - ultra moderno che si affaccia sulle rive del lago.
  • Organizzazione: 10 - organizzazione svizzera, puntualità svizzera, presentatore pre-concerto svizzero incluso. Ottimo e simpatico il supporto: tale John Smith cantautore country-folk da non perdere di vista.
  • Ambiente: 9 - la sala è enorme in altezza ed ospita una balconata con posti a sedere, il concerto è sold-out, ma fino a pochi minuti dall'inizio del concerto saremo gli unici (italiani) a piantonare la prima fila (stavolta lato Andy). In effetti, sotto, non si riempirà moltissimo, che questi siano gli standard di sicurezza... svizzeri? I posti in alto numerati dal prezzo astronomico sono occupati dai più attempati, la platea rimane la scelta migliore vista la facilità nel raggiungere la pole position. Il coivolgimento in sala, non dovrei nemmeno dirlo, ma si intuisce... poco caloroso. Meglio così, la musica la farà da padrona.
  • Luci ed effetti: 6 - il minimo sindacale.
  • Qualità del suono: 9 - ineccepibile.
  • Performance: 10 - ritrovarsi ad un concerto dei Travis è una piacevole abitudine che ormai ha scandito gli ultimi 10 anni ed è sempre come la prima volta, l'emozione non è scalfita anche se già si conosce, a grandi linee, quel che sarà della serata. Proprio per questo è un evento sospeso nel tempo, immune, o quasi, all'invecchiamento; anche se i rischi ci sono tutti, la barba tipo Babbo-Natale di Fran forse ci fa sentire il peso degli anni anche di più di quelli che in realtà sono, ma la sua voce è indissolubile. Qualche chilo in più su Andy si vede, ma la sua foga rock è sempre folle. Dougie non ha perso il suo classico sorriso permanente più simpatico e ammiccante di Scozia... e Neil? Dal fisico asciutto e in occhiali da sole di scena, opportunamente levati a metà concerto, si dà da fare sullo sfondo della sua batteria.
    Nel dopoconcerto siamo andati sul sicuro, autografi e foto al completo, compreso un super-mega-selfie con Dougie. L'attesa fuori è stata breve, sempre sorridenti, sempre disponibili. Ah... anche qua eravamo pochissimi ad aspettarli.
  • Durata, setlist: 8 - potrebbero suonare all'infinito, manca forse qualche pezzo di nicchia, ma era un festival estivo e hanno trovato il giusto equilibrio tra i grandi classici e il nuovo album.
  • GLOBALE: 10 - tradizione inevitabile.
SETLIST
  • Mother
  • Selfish Jean
  • Moving
  • Love Will Come Through
  • Driftwood
  • Warning Sign
  • Re-Offender
  • Where You Stand
  • My Eyes
  • Reminder
  • Writing to Reach You
  • Side
  • Closer
  • Sing
  • Slide Show
  • Blue Flashing Light
  • Turn
  • Flowers in the Window (Acoustic)
  • Why Does It Always Rain On Me?
FOTO
 

4 agosto 2014

The National / Piazza del Popolo - Vasto / 25 Luglio 2014

Prima edizione del Vasto Siren Festival che riporta, anzi forse porta per la prima volta, in una regione dimenticata e sottovalutata come l'Abruzzo, la musica di qualità. Il main act di questa sera sono i National, indie-rock band di New York, talmente idie da avere un seguito e un successo mostruoso. Una contraddizione? No, semplicemente meritocrazia. La loro fama non è cresciuta da un giorno all'altro e quando il successo è guadagnato con il tempo, è anche più solido, anche in paesi "latini" dove le radio passano decisamente altri generi. Possono così permettersi di trascorrere 10 giorni in Italia, di registrare il soldout praticamente dappertutto e di approfittarne per suonare in alcune location finalmente degne della Storia e del paesaggio italiani, ma degne anche della fruibilità del concerto stesso.
  • Organizzazione: 9,5 - non so cosa ne sarà di questo festival nei prossimi anni, spero solo che manterrà questa atmosfera, questa genuinità tipica della sagra di paese, dove la popolazione partecipa spontaneamente all'iniziativa e ne è entusiasta. Assomiglia per certi versi a Lucca, ma qui l'atmosfera è ancora più intima: i palchi attivi sono 2 o 3, se palchi si possono chiamare, sono piuttosto degli angoli della città, degli scorci valorizzati ulteriormente dalla musica; con il braccialetto si passa da uno stage all'altro, vivendo, nel frattempo, il paese con le sue attività locali. Non c'è bisogno di gazebo, tendoni e volantinaggio selvaggio degli sponsor, non si viene abbandonati in mezzo ad una radura sotto al sole cocente e se hai bisgono di un caffè o un gelato, lo trovi facilmente perchè il bar è a portata di mano non lo devi cercare tra i gli innumerevoli stand tipici delle "praterie" che servono solo birra. Tra i difetti di gioventù da segnalare l'orario troppo tardo: anticipando tutto di almeno 1 ora, alcune cose sarebbero state più semplici, soprattutto per chi arriva da fuori.
  • Ambiente: 9 - Un altro difetto, se così si può chiamare, sta nel fatto che questo clima da festa patronale abbia un po' "rilassato" certa parte di pubblico che si lasciava andare in lunghe chiacchere, un po' fuori luogo, forse molti erano lì per partecipare all'esclusività e alla rarità di questo evento più che per i National. Allo stesso tempo, penso anche alle signore che hanno incredibilmente accettato questa festa e assistito al concerto fino all'una di notte dal loro balconcino, per niente infastidite e premiate, nel finale, da una serenata davvero speciale da parte di Matt Berninger.
  • Luci ed effetti: dal 5 al 10 - il luogo in sè è la scenografia stessa del concerto, affascinante il cortile del palazzo D'avalos, suggestiva la visuale verso la costa dietro al palco situato in Piazza, ma come dicevo prima, se fosse iniziato tutto 1 ora prima, almeno i Drones avrebbero potuto esibirsi con un fondale unico, da mozzafiato. Al calar della notte, si intravedeva solo qualche luce cittadina. Inoltre, per dare più importanza alla scena, io avrei spento le luci del bar vicino al palco, sinceramente troppe e troppo intense.
  • Qualità del suono: 9 - incredibilmente buona, senza riverberi particolari, soprattutto in un ambiente difficile come il cortile del palazzo dove si sono esibiti i Soft Moon.
  • Performance: 9 - ma veniamo al concerto vero e proprio. Dopo averli mancati in diverse occasioni riesco finalmente a colmare questa mia grossa lacuna: tutto come me l'aspettavo, sono dei veri musicisti perfezionisti dai suoni puri, puliti, precisi. La simmetria del palco con i 2 gemelli sulle fasce è perfetta, Matt al centro attira inevitabilmente gli sguardi, è il personaggio assorto e addolorato che interpreta le sue canzoni, ma allo stesso tempo sembra sereno... L'abbraccio della piazza probabilmente colpisce anche loro. Sui bis, l'omaggio di Matt: cantando nel suo microfono dai 30 metri di cavo, scende dal palco, entra nel bar, esce dalla parte opposta salendo sul bancone delle birre... straordinaria e assurda scelta che ce li fa apprezzare ancora di più. Non pago di questa escursione, si rituffa dalla parte opposta ma qui invece viene tentacolato dalla folla e il suo rientro è più difficile. Questo finale rende incredibilmente speciale questa serata.
  • Durata, setlist: 7 - non si può dare voto altissimo perchè il set normale della band va oltre le 2 ore, ma forse è meglio così, la stanchezza comincia a farsi sentire. L'ultimo album ci ha regalato perle di un'ispirazione davvero rara per essere il sesto.
  • GLOBALE: 9,5 - "Oh... Nino! è andata alla grande!" dice un signore sulla 70ina ad un suo coetaneo alla fine del concerto in una delle piccole vie adiacenti la piazza.
SETLIST
  • Don't Swallow the Cap
  • I Should Live in Salt
  • Bloodbuzz Ohio
  • Sea of Love
  • Sorrow
  • Afraid of Everyone
  • Squalor Victoria
  • I Need My Girl
  • This Is the Last Time
  • The Geese of Beverly Road
  • Abel
  • Slow Show
  • Pink Rabbits
  • England
  • Graceless
  • Fake Empire
  • Wasp Nest 
  • Mr. November 
  • Terrible Love
  • Vanderlyle Crybaby Geeks

1 aprile 2014

Depeche Mode / Forum di Assago / 20 Febbraio 2014

Depeche Mode - Assago
Fin da subito, dopo un gran concerto a San Siro a cui assistetti qualche anno fa, sentivo la necessità di rivedere i Depeche Mode in un ambiente un po' più intimo, perchè sicuramente la resa sarebbe stata diversa. Per fortuna loro sono tra le grandi band che dopo i tour negli stadi rifanno il giro nei palazzetti e la cosa non è di poco conto, se pensiamo che per vedere i Coldplay ormai bisogna sudarsi un intero pomeriggio estivo in qualche luogo in cui sei abbandonato a decine di metri dal palco e dove l'emozione nasce solo per il mega contorno che ti circonda, non certo per il contatto con i propri idoli.
  • Organizzazione: 8 - puntualità e buon gruppo di apertura.
  • Ambiente: 8 - l'età media è abbastanza alta, di conseguenza diminuiscono i momenti di stress causati da teste matte. Purtroppo anche in tribuna si è constretti a stare in piedi nel 90% del tempo, ma, a volte, è inevitabile alzarsi, la musica ti trascina verso l'alto.
  • Luci ed effetti: 9 - due megaschermi laterali e uno centrale leggermente scomposto in modo da lasciare intuire i famosi (geniali dal punto di vista del design) 3 triangoli che compongono il  logo DM. Le immagini proiettate riprendono alcune scene in diretta dal palco, immagini astratte, spezzoni di video... particolare l'esibizione di Precius (una delle mie preferite) accompagnata da immagini di cani astutamente e ruffianamente piazzati per commuovere.
  • Qualità del suono: 9 - ben valorizzati gli effetti, alcuni assoli hanno però infastidito in certi momenti, troppo sovrastanti tutto il resto.
  • Performance: 9 - Dave Gahan immenso, un fisico asciutto e instancabile, Martin Gore amplia i suoi spazi acustici rimanendo sul palco quasi da solo nei momenti di decelerazione.
  • Durata, setlist: 7 - 2 ore di concerto, ripercorsi tanti successi (la sola Enjoy The Silence vale una vita come canzone perfetta), ma si poteva fare qualcosa di più... Sounds Of Universe inspiegabilmente totalmente ignorato .
  • GLOBALE: 9 
SETLIST
  • Welcome to My World 
  • Angel 
  • Walking in My Shoes 
  • Precious 
  • Black Celebration 
  • In Your Room ('Zephyr Mix' version) 
  • Policy of Truth 
  • Slow (Acoustic; Sung by Martin) 
  • Blue Dress (Acoustic) 
  • Heaven 
  • Behind the Wheel 
  • A Pain That I'm Used To
  • A Question of Time 
  • Enjoy the Silence 
  • Personal Jesus
  • Happy Birthday (Peter Gordeno's Birthday) 
  • Shake the Disease (Acoustic; Sung by Martin) 
  • Halo ('Goldfrapp Remix' version) 
  • Just Can't Get Enough 
  • I Feel You 
  • Never Let Me Down Again

16 gennaio 2014

Glasvegas / Magazzini Generali - Milano / 29 Novembre 2013

La prima neve dell'inverno caduta in giornata ha portato un po' di preoccupazione a chi sapeva già di arrivare un po' prima dell'apertura dei cancelli, in realtà tutto si è risolto con una molto più tranquilla attesa gelida, ma asciutta.
  • Organizzazione: 8 - ai Magazzini si sono dati da fare ultimamente, la precisione negli orari permette al concerto di avere il suo comodo spazio prima della serata disco. Tant'è che i Glasvegas hanno suonato un pezzo in più rispetto al previsto...
  • Ambiente: 8 - tipica serata prevedibile in ogni suo contorno. Il fatto che sia sabato aiuta il locale a riempirsi.
  • Luci ed effetti: 7 - essenziali, ma anche qui c'è stato del rinnovamento con un nuovo set di luci led e 2 teli per proiezioni video sullo sfondo; a volte sfruttati dalla band, a volte spenti.
  • Qualità del suono: 7 - il restyling dei Magazzini ha conivolto anche l'impianto audio e tutta la sistemazione della prima fila. Come inevitabilmente subìto anche nei precedenti concerti della band scozzese, i volumi sono possenti e i timpani sono rimasti sotto shock per 3 giorni.
  • Performance: 9 - terzo concerto, terza prima fila, da qui, nell'arco di questi 5 anni, noto tutti quei piccoli cambiamenti che hanno portato i Glasvegas ad una maturazione completa: Rab ha perso molti chili dall'ultima volta, e ora non beve più birra, Jonna è talmente disinvolta che non si capisce se stia ballando o suonando, Paul sempre rifugiato nell'angolo destro... e infine James, dalla voce lamentosa, ma potente, è tornato ad imbracciare la chitarra su quasi tutti i pezzi, è vero, forse si dedica meno al pubblico, niente più baciamano alla prima fila, niente pogo selvaggio tra la gente... James ora cerca più il dialogo; ne nascono così simpatiche scenette tradotte dalla voce fuori campo di Andrea al mixer, ma ne guadagna anche il suono,  uno strumento in più completa il set.
  • Durata, setlist: 9 - 17 pezzi, tanti successi emozionanti, nessun calo di tensione. Il concerto è un viaggio senza meta e senza pause.
  • GLOBALE: 9 - dei veri professionisti... ahimè sottovalutati
SETLIST
  • Later...When the TV Turns to Static 
  • Youngblood 
  • It's My Own Cheating Heart That Makes Me Cry 
  • Euphoria, Take My Hand 
  • I Feel Wrong (Homosexuality Pt. 1) 
  • If 
  • Secret Truth 
  • The World Is Yours 
  • Dream Dream Dreaming 
  • Lonesome Swan 
  • Geraldine 
  • Ice Cream Van 
  • Go Square Go
  • Flowers & Football Tops [James solo] 
  • I'd Rather Be Dead (Than Be With You) 
  • Daddy's Gone 
  • Lots Sometimes

13 marzo 2013

Sigur Rós / Forum - Assago / 19 Febbraio 2013

Sigur Ros - Forum di Assago 2013
Secondo ritorno della band islandese dopo la data di settembre (torneranno ancora a luglio). Nuovo palco, qualche elemento della scenografia in più, ma soprattutto quattro canzoni nuove.
  • Organizzazione: 7 - a differenza di altri concerti al Forum ho notato dei piccoli miglioramenti. La sicurezza è riuscita persino a tenere libere le scalinate di accesso alle tribune.
  • Ambiente: 8 - c'è da dire che i Sigur Rós incutono sempre un certo timore, nei momenti topici tutto il pubblico è rimasto in silenzio.
  • Luci ed effetti: 7,5 - dopo aver annunciato un nuovo palco e nuovi effetti speravo in qualcosa di meglio sinceramente. Le aggiunte sono state due: per l'occasione hanno rispolverato il loro vecchio telo che, come un delicatissimo Wall pinkfloydiano, li nasconde per i primi 3 pezzi, per poi dissolversi istantaneamente come l'umidità sul parabrezza una volta accesa l'aria condizionata. L'altra novità consiste in un enorme schermo cinematografico posizionato alle loro spalle che proietta, il più delle volte, effetti astratti o immagini rimescolate prese dai loro videoclip.
  • Qualità del suono: 9 - è uno dei pochi gruppi in cui si riesce a distinguere ogni strumento senza che nessun altro sia sovrastante e fastidioso. Imponente il suono del basso e fondamentale in molti pezzi. Le tastiere sono anch'esse poste in netta evidenza.
  • Simpatia 6 - non ci si aspetta certo simpatia, ma nemmeno antipatia, loro devono rimanere così... folletti astratti e irraggiungibili.
  • Capacità esecutive: 10 - più volte abbiamo decantato le lodi di Jonsì in questo blog, non ci ripeteremo; sicuramente sul palco è proprio lui il leader indiscusso, ma le parti di batteria e di basso sono sicuramente altrettanto importanti. Non esisterebbe una Ný Batterí senza Orri o una Olsen Olsen senza Goggi. Ma una Hoppipolla senza Kjartan? L'assenza di Kjartan si fa sentire più a livello affettivo che nella pratica musicale dove è sostituito egregiamente dal fratello e dagli altri componenti storici della band. Certo è che, a livello compositivo, non sappiamo ancora come si evolveranno, lo possiamo solo intuire...
  • Durata, setlist: 8,5 - questo concerto, per fortuna, non è stato un doppione di quello di Verona. Hanno eliminato purtroppo 2 perle del passato ma hanno inserito ben 4 pezzi nuovi (di cui almeno 3 sono ottimi già dal primo ascolto e fanno intuire una certa evoluzione del suono), hanno invece trascurato l'album per il quale sono in tour, Valtari, e dal quale hanno preso la sola Varúð. Una scelta che ho trovato strana, a meno che l'uscita del prossimo album non sia più vicina di quanto ci possiamo immaginare.
  • GLOBALE: 9 - immensi come sempre.

SETLIST
  • Yfirborð
  • Í Gær
  • Ný Batterí
  • Brennisteinn
  • Sæglópur 
  • Olsen Olsen
  • Vaka
  • E-bow
  • Varúð 
  • Hoppípolla 
  • Með Blóðnasir 
  • Kveikur 
  • Glósóli 
  • Svefn-g-englar 
  • Hrafntinna 
  • Popplagið 

6 maggio 2012

Manic Street Preachers / TheaterFabrik - Monaco / 27.04.2012

Manic Street Preachers - Munich
Era il 1998 quando i Manics si esibirono per l'ultima volta in Italia. Io li avevo appena scoperti grazie a quel capolavoro di This Is My Truth, Tell Me Yours rimasto in cima alla mia personale classifica per anni. A quei tempi, però, non ero ancora quell'indie-rockettaro che non si perderebbe un live per niente al mondo; e fu così che i Manics non tornarono mai più nel Bel Paese (matrimonio di James a parte). Poi, col tempo, con la mancanza di un riscontro live, la passione si è affievolita e, non dico di averli abbandonati, ma sicuramente li ho trascurati per lunghi periodi.
Sicché, 14 anni dopo, con l'occasione (e che occasione!) del tour europeo in cui hanno portato in giro i loro più grandi successi, mi sono deciso ad emigrare in Germania per riuscire a materializzare una band che ormai stava occupando nel mio immaginario una dimensione eterea.
Un salto spazio - temporale quindi, un viaggio di 600 km in auto, un tuffo nel passato di un decennio... e l'umanizzazione dei 3 musicisti che ho sempre visto così lontani e irraggiungibili è compiuta!
Infatti, averli a pochi metri, senza barriere a interferire la visuale, si notano alcuni dettagli che rivelano i loro caratteri e le loro abitudini: tutti e tre sono veri professionisti, potranno sembrare inutili particolari, ma dietro di loro si notano borracce personalizzate, non la solita birra;  suonare 23 pezzi (a 42 anni) senza fermarsi in un locale in cui ci saranno stati 30° non è cosa possibile a tutti. Ma non solo quello. Coinvolgere, saltellare, raccontare... e poi sorridere e divertirsi.
Nicky, in particolare, è sempre sorridente nelle sue movenze plastiche e a quanto scrive nei suoi tweet si percepisce una persona che ha mantenuto i piedi per terra (si lava da solo le magliette nel lavandino dell'hotel) e che tutt'ora è entusiasta e divertita della vita in tour.
James D. è uno dei migliori in assoluto; riesce ad associare ad una voce graffiante e possente un'abilità alla chitarra impeccabile.
Sean non manca un colpo. E' molto professionale, lo si vede da come imposta il suo lavoro, munito di guanti, al buio, schivo dietro alla batteria.
Non facciamo paragoni con i Gallagher o altri musoni simili.
Li avvicinerei, vista anche la loro disponibilità del post-concerto, ai Travis.

Quindi i voti:
  • Qualità del suono: 8 - la prima fila non è che sia il posto migliore per ascoltare bene un concerto, ma l'impressione è buona.
  • Luci ed effetti: 5 - locale piccolissimo, palco altrettanto. Qui a Monaco niente alberelli luminosi. Ci sono però il puma e il cane cristallizati a fare di guardia al palco.
  • Organizzazione: 6 - per certi versi un po' all'acqua di rose. Ma come puntualità i tedeschi non sgarrano.
  • Ambiente: 4 - i Magazzini Generali di Germania sono stretti e bassi, un caldo incredibile ed inaspettato. Impianto dell'aria probabilmente non funzionante. Lasciamo stare poi quei 3 che sono passati avanti in fila...
  • Simpatia: 9 - ahimé non ho capito tantissimo di quello che diceva James, ma come detto, chi si diverte trasmette anche divertimento ed entusiasmo.
  • Capacità esecutive: 10 - si conoscono a memoria ma riescono comunque a far sembrare che stiano suonando quel pezzo per la prima davanti dal vivo. Non è da tutti.
  • Setlist: 9 - non poteva esserci tour migliore per vederli, le canzoni scelte sono tutti singoli e soprattutto ci sono ben 23 brani in scaletta e non i soliti 16. Non si meritano 10 perchè una tra Masses Against The Classes o Autumn Song avrebbero dovuto farla (opinione personalissima). E' una scaletta che guarda molto al passato e taglia completamente e rigorosamente Journal For Plague Lovers in quanto non ne sono stati estratti singoli.
  • GLOBALE: 9,5 - finally!
SETLIST
  • Motorcycle Emptiness
  • Your Love Alone Is Not Enough 
  • Ocean Spray 
  • Love's Sweet Exile 
  • (It's Not War) Just The End Of Love 
  • The Everlasting 
  • Found That Soul 
  • Suicide is Painless (Theme from MASH)
  • The Love Of Richard Nixon
  • Revol
  • Tsunami 
  • A Design For Life 
  • From Despair To Where 
  • There by the Grace of God 
  • You Love Us 
  • Everything Must Go 
  • Slash 'n' Burn 
  • This Is The Day
  • You Stole The Sun From My Heart 
  • Some Kind Of Nothingness 
  • Little Baby Nothing 
  • Motown Junk 
  • If You Tolerate This Your Children Will Be Next 
Che nulla sia lasciato al caso lo si nota anche dalla massima riportata alla fine della setlist, già sapendo che sarà preda dei fan delle prime file: “Youth is a circumstance you can't do anything about. The trick is to grow up without getting old.” Frank Lloyd Wright


Il video-montaggio comprensivo di 8 canzoni!

29 marzo 2011

Feeder / Circolo Magnolia - Segrate (MI) / 21 Marzo 2011

Feeder - Circolo Magnolia
Finalmente, dopo 6 anni di attesa, torna un gruppo che è sempre stato al limite per diventare grande anche in Italia, ma che a conti fatti ha trascurato per lungo tempo il nostro paese. Ciò non ha scalfito, però, lo zoccolo duro di fan che partecipano numerosi alla community italiana su Facebook.
Purtroppo Grant ha accusato problemi di voce nella seconda metà del concerto lasciando incompiuta l'opera di riconquista dell'Italia.
  • Qualità del suono: 7,5 - bisogna ammettere che la qualità del suono del Magnolia aumenta con la distanza e se, con i Glasvegas ero troppo vicino, ora, una decina di metri più indietro il concerto è musicalmente più godibile.
  • Luci ed effetti: 6 - praticamente, per pura coincidenza, lo stesso allestimento dei Glasvegas in versione semplificata.
  • Organizzazione: 4 - ritardo sistematico. Bisgona arrivare coscienti che, anche se il giorno dopo si lavora, si torna a casa molto tardi. Ho perso completamente gli Ultima (a che ora hanno suonato?! Alle 21?) ed i Feeder erano sul palco alle 23 passate, il tutto sapendo che il programma  ufficiale dava come inizio concerto le ore 22. Mah...
  • Ambiente: 8 - locale pieno di fan devoti (ripeto: grazie anche ad una community molto attiva) e lunga fila all'ingresso. Temperatura fresca, ma poi ci si scalda saltando.
  • Simpatia:  8 - i Feeder hanno la faccia da bravi ragazzi e quindi anche nel momento in cui Grant abbandona (scusandosi abbondatemente, anche in seguito via Facebook, e stringendo le mani ai fan delle prime file) non vi è nessuna protesta da parte del pubblico. Certo rimane la delusione. Certo rimane il pensiero che qualcosa in più avrebbero potuto fare: magari facendo cantare al pubblico il gran finale mancato (Just A Day).
    Prima di uscire Grant si raccomanda di acquistare il loro singolo Side By Side uscito questa settimana, che ha uno scopo totalmente benefico, a favore della Croce Rossa intervenuta dopo il terremoto in Giappone.
  • Capacità esecutive: 8,5 - rock melodico fluente, band potente, sintonia perfetta, cantante dalla voce giusta al posto giusto.
  • Durata, setlist: s.v. - non giudicabile. Possimo dire che Seven Days In The Sun è stata molto apprezzata, ma la chisura anticipata ci ha lasciato con l'amaro in bocca per quel che poteva essere il finale di concerto.
  • GLOBALE: 7 - impressione globale compromessa, ma se ci sarà un altro concerto dei Feeder in Italia, non mancherò certamente. Loro stessi erano stupiti per l'affluenza e l'accoglienza calorosa, speriamo che ne tengano conto per il futuro.


SETLIST
  • Barking Dogs
  • Insomnia
  • Sentimental
  • White Lines
  • Feeling A Moment
  • Renegades
  • Pushing The Senses
  • Down To The River
  • Just The Way I'm Feeling
  • Buck Rogers
  • Seven Days In The Sun
  • Home

15 marzo 2011

Glasvegas / Magnolia - Segrate (MI) / 14 Marzo 2011

Glasvegas - Magnolia, Segrate (Milano)
  • Qualità del suono: 3 - spero che in fondo si sentisse un po' meglio perchè nelle prime file non era musica, ma frullato di note. La voce del cantato era inesistente e il basso faceva vibrare le sottili pareti di plastica, perchè il Magnolia è, di fatto, un tendone semi-provvisorio. Forse abbassando un po' il volume alcuni di questi problemi si sarebbero risolti, dopotutto il posto è molto piccolo!
  • Luci ed effetti: 7,5 - nella sua semplicità il palco è stato ben allestito in poco spazio e con  un paio di astuzie luminose (luci calde dal basso e barre colorate retrostanti) l'atmosfera era quella giusta per questo concerto. Particolare il cavo del microfono luminoso bianco che avvolgeva anche tutto il perimetro del palco.
  • Organizzazione: 5 - ritardi su ritardi: Glasvegas sul palco alle 23.20. Lo stesso James Allan, appena arrivato, si è scusato col pubblico dandosi la colpa. Perdonato.
  • Ambiente: 6 - ambiente ristretto e anche un po' fresco, ma va anche bene, così il cappotto non dà fastidio. Pubblico rumoroso durante l'esibizione di Erica Mou e anche ritardatario, il locale si riempie giusto per l'inizio dei Glasvegas.
  • Simpatia: 9 - James è riuscito a ritagliarsi un suo personaggio che rispetta in tutto e per tutto. Non si risparmia mai, per lui cantare è un impegno profondo e quasi una sofferenza. Spesso avanza verso il pubblico, a volte si sdraia e... addirittura scende in platea per pogare insieme ai fan sulle note di Go Square Go. Probablimente era appena docciato, il suo profumo ha riempito il locale!
    Suo cugino Rab, sul finire del concerto ha offerto una decina di lattine di birra alle prime file. 
  • Capacità esecutive: 9 - James, a differenza del precedente concerto milanese, non ha mai imbracciato la chitarra. Mi spiace non aver potuto percepire meglio il cantato, che comunque mi è sembrato all'altezza di ogni situazione e che ha raggiunto il suo punto più alto con una versione solo voce e tastiera di Flowers And FootballTops. Per il resto la nuova batterista nel suo suonare in piedi (come la precendente) è molto coreografica e potente, in pieno stile Glasvegas.
  • Durata, setlist: 7,5 - tutte le migliori del primo album, una cover e un paio di nuove, quelle già ascoltate e conosciute; niente sorprese dunque e niente noia con pezzi mai ascoltati. Purtroppo concerto troppo breve, ma per 10€ non ci si può lamentare più di tanto.
  • GLOBALE: 8,5 - esperienza mistica.  




SETLIST

  • The World Is Yours
  • It's My Own Cheating Heart That Makes Me Cry
  • Shine Like Stars
  • Polmont On My Mind
  • Be My Baby
  • Moon River
  • Euphoria, Take My Hand
  • Geraldine
  • Go Square Go
  • Ice Cream Van
  • Flowers And Football Tops
  • S.A.D. Light
  • Daddy's Gone

Opening act: Erica Mou

    4 settembre 2010

    Arcade Fire / I-Day - Bologna / 2 Settembre 2010

    Programma I-Day #1:
    15:45 - Joy Cut
    16:45 - Chapel Club
    18:00 - Fanfarlo
    19:30 - Modest Mouse
    21:30 - ARCADE FIRE
    23:00 - Fine concerto

    • Qualità del suono: 9 - qualche problema con i gruppi di supporto, ma con gli AF tutto ok.
    • Luci ed effetti: 9 - Un telo di fondo proietta un'immagine fissa e un'ulteriore schermo proietta altri video e le immagini di alcune telecamere fisse sul palco. Luci standard ma ben coordinate. 
    • Organizzazione: 8 - Indipendente ha fatto di tutto per riempire l'Arena ma siamo ben lontani dal soldout della serata n.2 (Blink 182). Tutti i gruppi sono saliti sul palco puntualissimi.
    • Ambiente: 8 - Nonostante i fiumi di birra il pubblico è stato euforico al punto giusto, qualche nuvoletta ha "rinfrescato" il finale del pomeriggio.
    • Simpatia: 10 - Régine è un folletto entusiasta di tutto. Win ha una presenza scenica possente (è altissimo!) e suo fratello con quel tamburo sembra un pazzo, ma anche gli altri sono molto scenografici in tutto ciò che fanno.
    • Capacità esecutive: 10 - Voci e cori impeccabili, Régine squillante e cristallina, e poi... ognuno suona praticamente ogni cosa gli passi sotto le mani. Cosa aggiungere di più?
    • Durata, setlist: 9 - Rococo si è persa da qualche parte, ma quando ogni canzone ti piace senza se e senza ma ne vorresti altre 100. 16 pezzi. 1 ora e mezza precisa, è pur sempre un festival.
    • GLOBALE: 10 - indimenticabile.

    SETLIST
    1. Ready to Start
    2. Month of May
    3. Neighborhood #1 (Tunnels)
    4. Crown of Love
    5. Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)
    6. The Suburbs
    7. Suburban War
    8. Intervention
    9. Modern Man
    10. No Cars Go
    11. Haïti
    12. We Used to Wait
    13. Neighborhood #3 (Power Out)
    14. Rebellion (Lies)
    15. Keep The Car Running
    16. Wake Up