6 maggio 2012

Manic Street Preachers / TheaterFabrik - Monaco / 27.04.2012

Manic Street Preachers - Munich
Era il 1998 quando i Manics si esibirono per l'ultima volta in Italia. Io li avevo appena scoperti grazie a quel capolavoro di This Is My Truth, Tell Me Yours rimasto in cima alla mia personale classifica per anni. A quei tempi, però, non ero ancora quell'indie-rockettaro che non si perderebbe un live per niente al mondo; e fu così che i Manics non tornarono mai più nel Bel Paese (matrimonio di James a parte). Poi, col tempo, con la mancanza di un riscontro live, la passione si è affievolita e, non dico di averli abbandonati, ma sicuramente li ho trascurati per lunghi periodi.
Sicché, 14 anni dopo, con l'occasione (e che occasione!) del tour europeo in cui hanno portato in giro i loro più grandi successi, mi sono deciso ad emigrare in Germania per riuscire a materializzare una band che ormai stava occupando nel mio immaginario una dimensione eterea.
Un salto spazio - temporale quindi, un viaggio di 600 km in auto, un tuffo nel passato di un decennio... e l'umanizzazione dei 3 musicisti che ho sempre visto così lontani e irraggiungibili è compiuta!
Infatti, averli a pochi metri, senza barriere a interferire la visuale, si notano alcuni dettagli che rivelano i loro caratteri e le loro abitudini: tutti e tre sono veri professionisti, potranno sembrare inutili particolari, ma dietro di loro si notano borracce personalizzate, non la solita birra;  suonare 23 pezzi (a 42 anni) senza fermarsi in un locale in cui ci saranno stati 30° non è cosa possibile a tutti. Ma non solo quello. Coinvolgere, saltellare, raccontare... e poi sorridere e divertirsi.
Nicky, in particolare, è sempre sorridente nelle sue movenze plastiche e a quanto scrive nei suoi tweet si percepisce una persona che ha mantenuto i piedi per terra (si lava da solo le magliette nel lavandino dell'hotel) e che tutt'ora è entusiasta e divertita della vita in tour.
James D. è uno dei migliori in assoluto; riesce ad associare ad una voce graffiante e possente un'abilità alla chitarra impeccabile.
Sean non manca un colpo. E' molto professionale, lo si vede da come imposta il suo lavoro, munito di guanti, al buio, schivo dietro alla batteria.
Non facciamo paragoni con i Gallagher o altri musoni simili.
Li avvicinerei, vista anche la loro disponibilità del post-concerto, ai Travis.

Quindi i voti:
  • Qualità del suono: 8 - la prima fila non è che sia il posto migliore per ascoltare bene un concerto, ma l'impressione è buona.
  • Luci ed effetti: 5 - locale piccolissimo, palco altrettanto. Qui a Monaco niente alberelli luminosi. Ci sono però il puma e il cane cristallizati a fare di guardia al palco.
  • Organizzazione: 6 - per certi versi un po' all'acqua di rose. Ma come puntualità i tedeschi non sgarrano.
  • Ambiente: 4 - i Magazzini Generali di Germania sono stretti e bassi, un caldo incredibile ed inaspettato. Impianto dell'aria probabilmente non funzionante. Lasciamo stare poi quei 3 che sono passati avanti in fila...
  • Simpatia: 9 - ahimé non ho capito tantissimo di quello che diceva James, ma come detto, chi si diverte trasmette anche divertimento ed entusiasmo.
  • Capacità esecutive: 10 - si conoscono a memoria ma riescono comunque a far sembrare che stiano suonando quel pezzo per la prima davanti dal vivo. Non è da tutti.
  • Setlist: 9 - non poteva esserci tour migliore per vederli, le canzoni scelte sono tutti singoli e soprattutto ci sono ben 23 brani in scaletta e non i soliti 16. Non si meritano 10 perchè una tra Masses Against The Classes o Autumn Song avrebbero dovuto farla (opinione personalissima). E' una scaletta che guarda molto al passato e taglia completamente e rigorosamente Journal For Plague Lovers in quanto non ne sono stati estratti singoli.
  • GLOBALE: 9,5 - finally!
SETLIST
  • Motorcycle Emptiness
  • Your Love Alone Is Not Enough 
  • Ocean Spray 
  • Love's Sweet Exile 
  • (It's Not War) Just The End Of Love 
  • The Everlasting 
  • Found That Soul 
  • Suicide is Painless (Theme from MASH)
  • The Love Of Richard Nixon
  • Revol
  • Tsunami 
  • A Design For Life 
  • From Despair To Where 
  • There by the Grace of God 
  • You Love Us 
  • Everything Must Go 
  • Slash 'n' Burn 
  • This Is The Day
  • You Stole The Sun From My Heart 
  • Some Kind Of Nothingness 
  • Little Baby Nothing 
  • Motown Junk 
  • If You Tolerate This Your Children Will Be Next 
Che nulla sia lasciato al caso lo si nota anche dalla massima riportata alla fine della setlist, già sapendo che sarà preda dei fan delle prime file: “Youth is a circumstance you can't do anything about. The trick is to grow up without getting old.” Frank Lloyd Wright


Il video-montaggio comprensivo di 8 canzoni!

13 marzo 2012

M83 / Magazzini Generali - Milano / 6 Marzo 2012

Sold-out. L'ultimo splendido doppio album degli M83 ha riempito i Magazzini, e, per una volta dopo tanti concerti, anche il gruppo che apre è perfettamente in tema con la serata. Niente sbadigli quindi. C'è una certa attesa anche nel vedere questo talento italiano che sembra invece un prodotto di musica alternativa scandinava assimilabile ai Raveonettes o ai Ladytron... Porcelain Raft di fatto è una sola persona, ma coinvolge come una band al completo, la sua musica è atmosfera cupa che si apre a sprazzi di speranza. Nel suo sito è possibile ascoltare tutti i suoi EP tranne l'ultimo.
  • Qualità del suono: 8 - sembra buono, nonostante l'imponenza del suono di certi pezzi le voci si continuano a distinguere.
  • Luci ed effetti: 7,5 - M83 è una galassia e più precisamente la Galassia Girandola del Sud. Inevitabile quindi il richiamo nella scenografia all'elemento astronomico per non dire alieno: l'alieno che si presenta sul palco per primo e le stelle che si accendono sul fondale. Il tutto arricchito da tubi a led verticali dai colori cangianti.
  • Organizzazione: 5 - non lo so, ultimamente ai Magazzini Generali non si capita bene, molti spettatori erano convinti che il concerto cominciasse molto più tardi per via di comunicazioni errate presenti nei vari siti. Per caso mi sono informato solo appena prima di partire e quindi ho letto gli orari corretti, se non che, gli M83 sono usciti in ritardo (rispetto a quanto ne sapevo io) e poi sono stati probabilmente costretti a tagliare un pezzo.
  • Ambiente: 6 - apprezzabile sicuramente il sold-out e l'entusiasmo, forse meno apprezzabili le motivazioni dietro a questo tutto esaurito che, prima fila a parte, era composto per la maggioranza di gente che pensava forse di assistere ad una serata disco/punk; delirio, pogo selvaggio, surfing, e poco, pochissimo rispetto per i momenti che avrebbero dovuto impreziosire la serata. Sto parlando di una certa "Wait" che va ascoltata in religioso silenzio, purtroppo il pubblico non è lo stesso di Jonsì.
  • Simpatia:  8 - giusto per chiarire le idee, questo è un concerto comunque anomalo rispetto ai soliti a cui assistiamo, si tratta di musica elettronica/alternativa e di un gruppo che gruppo non è perchè formato da una persona sola. Alle 21.40 scopriamo quindi la formazione sul palco: Anthony Gonzalez è al centro con la sua montagna di campionatori/sintetizzatori, sulla sinistra un giovanotto polistrumentista che si agita in certe occasioni come un matto, ricordando nelle movenze alcuni componenti degli Arcade Fire; sulla destra troviamo una irriconoscibile Morgan Kibby, che fino a poco tempo fa si nascondeva dietro ad occhialoni dalla montatura spessa ed altrettanto frangettone retrò, lei è la tastierista, cantante nonché coautrice di alcuni brani. Dietro di loro il batterista di batteria acustica (anche se molte percussioni poi sono campionate). Tra i 4 c'è molta sintonia e si ritrovano a memoria, non si risparmiano in niente ed escono di scena fisicamente provati.
  • Capacità esecutive: 9 - se è vero che sintetizzatori ed effetti vari la fanno da padrone è anche vero che sono gestiti nel migliore dei modi. Le parti di canto sono impeccabili e meno effettate rispetto alle versioni di studio. Alcuni pezzi sono quasi irriconoscibili.
  • Durata, setlist: 7 - esaltazione preconcerto nello sbirciare la scaletta e nel notare "Don't Save Us From The Flames", altrettanta delusione ed incomprensione nel momento in cui non l'hanno eseguita. Rileggendo le setlist passate ho notato che non la fanno spesso, forse la tengono come jolly o forse causa ritardo l'hanno segata. Peccato perchè è probabile che molti dei presenti abbiano conosciuto gli M83 per quella canzone. Per il resto si alternano canzoni più rock ad altre molto più dance, tutte comunque riviste in chiave live per meglio travolgere e stupire il pubblico.
  • GLOBALE: 8,5
SETLIST
  • Intro
  • Teen Angst
  • Graveyard Girl
  • Reunion
  • Sitting
  • Year One, One Ufo
  • We Own The Sky
  • Steve McQueen
  • Wait
  • Claudia Lewis
  • This Bright Flash
  • Midnight City
  • A Guitar And A Heart
  • Skin Of The Night
  • Couleurs

14 dicembre 2011

Sempre peggio

Da pochi minuti si è concluso l'ennesimo assalto a Racketone.
Si parlerà a breve di un sold-out in pochi minuti.
Fatto sta che è un sold-out fasullo, centinaia di biglietti erano già in vendita in 2 noti siti di bagarinaggio (di cui non farò il nome per non pubblicizzarli ulteriormente) prima che le vendite aprissero ai comuni mortali.
Era prevedibile.
4 date dei Radiohead evaporate in 30 secondi, 1 data dei Coldplay altrettanto..
Commissioni online, spese di spedizione.. e, in seconda battuta, bagarinaggio selvaggio..
Questo sistema costringe a pagare un biglietto una cifra assurda.
E questa sarebbe la crisi?!
Non siamo più in competizione con altri ragazzi appassionati, ma con gente che lo fa di professione.
E' il bagarinaggio globale che estende il fenomeno in modo spropositato ed incontrollato.
Per assurdo potrei comprare un biglietto, per un concerto in italia, da un bagarino neozelandese.
Rinuncio, non voglio stare ad un gioco dove le regole sono a vantaggio dei truffatori.
Con chi ci si può lamentare? Chi si può denunciare? Nessuno, nessuno.
Racketone se ne inventa ogni volta una nuova, limiti sugli acquisti, server a tempo da panico e oggi, che avevo scelto 3 biglietti vicini, mi dice che al momento è disponibile solo la scelta fatta dal sistema come "miglior posto".
Teneteveli.
Io mi compro un DVD.
Da quando hanno cambiato il sito non dicono neanche a che ora aprono nei punti vendita.
Livenation è altrettanto inutile. Non pubblicano nemmeno quali saranno gli altri circuiti di vendita.

Dopo un'ottantina di concerti e dopo una degna conclusione con l'accoppiata Paul / Noel posso anche smettere di affannarmi. Solo pochissimi gruppi non mainstream saranno oggetto del mio interesse.

7 dicembre 2011

Noel Gallagher [Full Live from Alcatraz Milano 28-11-2011]

Noel Gallagher / Alcatraz - Milano / 29 Novembre 2011

Quasi sembra fatto apposta. Noel Gallagher il giorno dopo Paul McCartney. L'erede al trono del britpop che virtualmente ne raccoglie il testimone. La ciliegina sulla torta confezionata la sera precedente. Anche perchè, senza nulla togliere al Genius di Manchester, le proporzioni sono quelle.
  • Qualità del suono: 9 - a differenza dei concerti oasissiani, la voce di Noel non sembra più quella di una gallina strozzata.
  • Luci ed effetti: 7,5 - senza infamia e senza lode.
  • Organizzazione: 7 - si fuma tranquillamente sotto gli occhi della sicurezza. Per il resto tutto ok.
  • Ambiente: 7 - "Noel Noel Noel Noel Noel..." sono i cori inevitabili da parte dello zoccolo duro.
  • Simpatia:  8,5 - forse che forse il nostro noto antipatico per convenzione abbia imparato qualcosa dal concerto della sera prima? Oppure più semplicemente si trova liberato dalla presenza ingombrante dell'ancora più antipatico fratello minore? Fatto sta che Noel sfodera la sua vera simpatia (di solito apprezzabile solo dalle interviste rilasciate in patria) e interagisce col pubblico. Il tema della serata è Masterplan. La folla la invoca e lui ovviamente non la accontenta (è nota la rigidità della scaletta degli Oasis) però gliela fa credere (anche se nessuno probabilmente ci casca) e quindi ci gira in giro più volte lanciando pure un sondaggio su quale canzone dovesse suonare per ultima. L'applausometro però indica DLBIA.
  • Capacità esecutive: 9 - nessuna sbavatura, è il Noel che tutti conosciamo. Buona la band che lo accompagna. Apprezzabili gli inserti di tastiera che a tratti sostituiscono gli originali eseguiti a chitarra.
  • Durata, setlist: 7 - non è l'ideale assistere a quasi 3 ore di concerto la sera prima e ad 1 e mezza precisa la sera successiva. Manca qualche ottima canzone del nuovo album come Stop The Clocks e oltretutto l'archivio Oasis è ben fornito, ma si sa, i contratti sono questi.
  • GLOBALE: 8,5 - nonostante dalle retrovie non abbia visto quasi niente è stato uno dei migliori concerti degli Oas... erm... di Noel a cui abbia assistito. Le nuove canzoni sanno il fatto loro.
SETLIST
  • (It's Good) To Be Free
  • Mucky Finger
  • Everybody's on the Run
  • Dream On
  • If I Had a Gun...
  • The Good Rebel
  • The Death of You and Me
  • Freaky Teeth
  • Wonderwall
  • Supersonic
  • (I Wanna Live in a Dream in My) Record Machine
  • AKA... What a Life!
  • Talk Tonight
  • Soldier Boys and Jesus Freaks
  • AKA... Broken Arrow
  • Half The World Away
  • (Stranded On) The Wrong Beach
  • Little By Little
  • The Importance of Being Idle
  • Don't Look Back In Anger

    2 dicembre 2011

    Paul McCartney / Forum di Assago / 27 Novembre 2011

    Orbene, mai recensione sarà più inadeguata di questa. Per il semplice fatto che Sir. Paul rappresenta per ognuno di noi qualcosa di diverso, qualcosa che fa parte della propria storia personale tanto quanto della storia della musica e non solo. Sarebbe come parlare di Carlo Magno, Garibaldi, Il Duce... cosa aggiungere rispetto a ciò che la Storia con la lettera maiuscola non abbia già sentenziato?
    • Qualità del suono: 9 - nessun difetto, nessuna pecca di rilievo, da ogni posizione.
    • Luci ed effetti: 9 - i 2 megaschermi laterali facilitano la visione a chiunque, soprattutto per la loro posizione simmetrica e slanciata. Mentre lo schermo a pixeloni led che fa da fondale proietta filmati a tema.
      Lo spettacolo pirotecnico associato a Leave and Let Die fa di quel momento forse la miglior canzone live fin qua da me ascoltata insieme a Confortably Numb.
    • Organizzazione: 0 - si esatto, zero. E con organizzazione ci metto dentro tutti, non solo l'organizzatore ufficiale. Le colpe per questi grandi eventi sono di tutti: dai vigili urbani (totalmente assenti), ai parcheggiatori che non smistano il traffico in uscita, alla security che ti assilla per una foto in più, ed a chi ha pensato che quella struttura, così predisposta, vada bene ad accogliere 15.000 persone per 100 volte all'anno!
      Apertura porte in ritardo di quasi 1 ora con conseguente assideramento. Disposizione della coda anarchica, ma mantenuta abbastanza composta solo per la correttezza di chi la componeva. Insomma, come già detto altre volte, il Forum di Assago non è nato per i concerti, non è strutturalmente adeguato ad accogliere flussi di persone in entrata e peggio ancora in uscita. I venditori di magliette che si piazzano nel tunnel che porta al parcheggio e che rallentano il deflusso della gente, aiuole, recinzioni, marciapiedi, tutto sembra messo lì come ostacolo ed impedimento a chi dovrebbe usufruire del palazzetto.
      Senza contare l'ossessione per le fotocamere reflex per cui un addetto sfondava direttamente la folla per venirti a prendere e per sciogliere nell'acido la tua macchina fotografica. Ok, se fotografare è un reato gravissimo, però allora andiamo a prendere allo stesso modo chi fuma indisturbato tutte le sigarette che vuole! E non ditemi che non si nota la colonnina di fumo, sono perfettamente individuabili.
    • Ambiente: 7 - come già detto il pubblico è stato composto sia in coda che durante il concerto. I soliti pochi "dispettosi" però riescono sempre a metterci del loro. Temperatura del locale esagerata, soprattutto dopo i fuochi.
    • Simpatia:  10 - si può dire che abbia conosciuto Paul solo questa sera.. e lo definirei (per chi segue questo blog) come un Fran moltiplicato per il peso storico che si porta sulle spalle. Gioca, scherza il e con il pubblico. Spiega questa e quell'altra canzone, si muove come un grillo tra una chitarra ed un pianoforte. Parla in italiano alla perfezione (leggendo) e non si ferma mai se non dopo 2 ore e mezza abbondanti!
    • Capacità esecutive: 10 - non lo so, non si può giudicare! Non si può! 
    • Durata, setlist: 10+ -impossibile lamentarsi, "manca questa", "ah già non ha fatto quell'altra!", ma come si fa? Il concerto sarebbe dovuto durare 6 o 7 ore! "Adesso dobbiamo andare!" dice Paul alla fine del sogno.
    • GLOBALE: 10+ - per me era inimmaginabile, che ne so, a 6 anni, vedere un giorno un concerto del genere, dopo gli innumerevoli ascolti (grazie ai genitori), dopo averle suonate con tutti gli strumenti, dopo aver visto documentari, speciali, dopo averli sentiti risuonare nell'aria, sempre, ovunque... e dopo comunque 80 concerti di ogni altro genere... è impossibile per ora rendersene conto.
    SETLIST (non solo Beatles ovviamente)
    • Hello, Goodbye [The Beatles]
    • Junior's Farm [Paul McCartney & Wings]
    • All My Loving [The Beatles]
    • Jet [Paul McCartney & Wings]
    • Drive My Car [The Beatles]
    • Sing the Changes [The Fireman]
    • The Night Before @Song[The Beatles]
    • Let Me Roll It [Wings]
    • Paperback Writer [The Beatles]
    • The Long and Winding Road [The Beatles]
    • Come and Get It
    • Nineteen Hundred and Eighty-Five [Wings]
    • Maybe I'm Amazed
    • I've Just Seen a Face [The Beatles]
    • I Will [The Beatles]
    • Blackbird [The Beatles]
    • Here Today
    • Dance Tonight
    • Mrs Vandebilt [Wings] 
    • Eleanor Rigby [The Beatles]
    • Something [The Beatles]
    • Band on the Run [Wings]
    • Ob-La-Di, Ob-La-Da [The Beatles]
    • Back in the U.S.S.R. [The Beatles]
    • I've Got a Feeling [The Beatles]
    • A Day in the Life / Give Peace A Chance [The Beatles]
    • Let It Be [The Beatles]
    • Live and Let Die [Paul McCartney & Wings]
    • Hey Jude [The Beatles]
    • The Word/All You Need Is Love [The Beatles]
    • Day Tripper [The Beatles]
    • Get Back [The Beatles]
    • Yesterday [The Beatles]
    • Helter Skelter [The Beatles]
    • Golden Slumbers / Carry That Weight / The End [The Beatles]

    25 novembre 2011

    Kasabian / Alcatraz - Milano / 20 Novembre 2011

    Replica, condita con i nuovi pezzi, del concerto relativamente recente avvenuto sempre qui all'Alcatraz nel 2010:
    • Qualità del suono: 7 - due anni fa l'impressione era stata ottima, potenza che valorizzava la musica della band inglese. Quest'anno la potenza stessa ha rovinato più che altro le voci, distorcendole un po'.
    • Luci ed effetti: 8 - atmosfera cupa e riflettori che si muovono e puntano verso il pubblico, da metà sala l'effetto è suggestivo.
    • Organizzazione: 7
    • Ambiente: 7 - è chiaro che ad un concerto del genere si poga di brutto ed allora, sapendolo prima, si sta un po' in disparte. Peccato che qualcuno debba per forza fumare anche se non si può e che nessuno pensi di punirli o almeno di farli smettere.
    • Simpatia:  9 - i fan puntano sull'italianità di Serghio Pizzorno i cori sono tutti per lui, il quale ricambia con innumerevoli gesti di affetto e devozione, finalmente si è lasciato andare rispetto alle precedenti apparizioni; ha capito come accontentarci, e insieme a poche parole in italiano (ma pronunciate benissimo), ci infila pure l'Inno di Mameli accennato dal trombettista prima di Take Aim.
      Il gruppo è unito, cenni d'intesa e battute (a noi ignote) condiscono con sorrisi tutta la serata.
    • Capacità esecutive: 9 - spettacolo confezionato senza pause, ogni pezzo (o quasi) è collegato a quello successivo. Tastiere, fiati, sintetizzatori, tutto concorre a produrre un suono compatto che crea un'atmosfera dark, rock... sembra di essere immersi in una perenne Within Without You / Tomorrow Never Knows (Beatles).
    • Durata, setlist: 8 - ci sono tutte, forse qualcosa meno. Finale devastante!
    • GLOBALE: 9 


    SETLIST
    • Days Are Forgotten
    • Shoot The Runner
    • Velociraptor!
    • Underdog
    • Where Did All The Love Go?
    • I.D.
    • I Hear Voices
    • Inno di Mameli / Take Aim
    • Club Foot
    • Re-wired
    • Empire
    • La Fée Verte
    • Fast Fuse / Pulp Fiction Theme
    • Goodbye Kiss
    • L.S.F. (Lost Souls Forever)
    •  
    • Switchblade Smiles
    • Vlad The Impaler
    • Fire
    Special guests:  Chaos Surfari

    16 novembre 2011

    Kaiser Chiefs / Magazzini Generali / 13 Novembre 2011

    Kaiser Chiefs - Milano
    Concerto allegato al tour di presentanzione di questo nuovo lavoro dal titolo che fa pensare: The Future Is Medieval. Con questa uscita la band ha sfornato una ventina di canzoni nuove nuove e poi è stata data la possibilità ai fans di costruire il loro album personalizzato scegliendone 10. Ci ho provato ma non è semplice perchè se ne vorrebbero inserire almeno 12 - 13.

    Ma veniamo al concerto:
    • Qualità del suono: 7 - ero molto avanti, piuttosto defilato, e l'impressione era quella che la voce fosse nella sala a fianco. Ma diciamo che un po' me la sono cercata. Il posto dove si sente meglio è vicino a chi il suono lo comanda.
    • Luci ed effetti: 4 - troppo buio per foto decenti, sono le solite luci dei Magazzini senza nessuna aggiunta e per di più manovrate con poca passione. Pessimo.
    • Organizzazione: 9 - hanno aperto in ritardo ma poi tutto ha avuto scadenze precise al secondo, nonostante l'avere 2 gruppi di supporto non faciliti le cose. A tal proposito... I Tribes tanto decantati mi son sembrati insignificanti, altro che nuovi Libertines! Mentre invece i Transfer sono stati interessanti, approfondirò...
    • Ambiente: 6 - Magazzini in gran spolvero, puntuali, puliti, temperatura accettabile. Purtroppo poi il "posto unico" non ti garantisce nulla, il che lascia spazio ai soliti furbi che arrivano alle 21.30 ma raggiungono non la seconda, ma pure la prima fila. Odiosi.
    • Simpatia:  10 - i Kaiser nulla sarebbero senza l'espressività di Ricky Wilson, il frontman che tiene la scena come nessun altro, riempie il palco, la musica, l'intera serata. Presentatosi in scena con messa in piega soffice e cotonata, quest'ultima ha lasciato presto spazio allo sconvolgimento sudato dei suoi movimenti pazzi. Ruota con precisione e velocità asta e microfono, si sporge sul pubblico e, come pronosticato, non s'è fatto scappare il tour del ballatoio dei Magazzini!
    • Capacità esecutive: 8 - musica confezionata a memoria. Nonostante l'imprevedibilità del cantante tra loro c'è comunque una sincronia perfetta. Da segnalare la dissonante Man on Mars cantata dal batterista. Wilson tiene alla perfezione anche i ripetuti "Uoooaaaahhhh" sparsi qua e là nella scaletta che sono il marchio di fabbrica della band.
    • Durata, setlist: 8 - di certo è una scaletta perfetta nelle scelte, nettamente meglio dell'ultima (Alcatraz 2009), però è anche ora che i concerti durino un po' di più, in modo da arrivare almeno all'ora e tre quarti.
    • GLOBALE: 8,5 - lo slancio, la potenza e la gioia racchiusi in 1 ora e mezza.


    SETLIST
    • Howlaround (Intro)
    • Everyday I Love You Less And Less
    • Never Miss A Beat
    • Little Shocks
    • Everything Is Average Nowadays
    • Put Me On The Cover Of Your Magazine
    • Modern Way
    • Man On Mars
    • Good Days Bad Days
    • Ruby
    • The Angry Mob
    • Na Na Na Na Naa
    • Starts With Nothing
    • I Predict A Riot
    • Kinda Girl You Are
    • Take My Temperature
    • Love's Not A Competition (But I'm Winning)
    • Oh My God

      30 settembre 2011

      Noah And The Whale / Tunnel - Milano / 28 Settembre 2011

      Noah And The Whale - Milano
      Primo concerto per me dei Noah And The Whale.
      • Qualità del suono: 6 - ero in una buona posizione centrale e quindi, a differenza di altre volte, avrei dovuto sentire meglio. Considerando che la loro musica ha pretese di raffinatezza e ricerca ho trovato che questo loro impegno è stato un po' rovinato dai toni bassi che tendevano a coprire tutto il resto, voce e violino compresi.
      • Luci ed effetti: 7 - coreografia a LED del locale coordinata con la musica. Suggestiva la palla roteante di cristallo che durante uno degli ultimi pezzi ha creato un'atmosfera inedita per un concerto.
      • Organizzazione: 7 - buona ma comunque la tendenza è sempre quella di ritardare di almeno mezz'ora gli orari indicati nei siti e sui biglietti stessi.
      • Ambiente: 5 - capisco che è un autunno anomalo, ma vogliamo fare entrare un po' di aria in questo benedetto tunnel?!
        Come nota negativa da segnalare anche il chiacchiericcio continuo e fastidioso del pubblico sui pezzi lenti, il che mi fa sospettare che ci fossero molti invitati a cui non gliene fregasse niente, ma erano lì solo per fare numero. L'avessero fatto con Jonsi...
      • Simpatia:  8 - eleganza e stile. Come ad una sfilata la band entra da una porta laterale sotto gli occhi stupiti del pubblico stesso che deve attraversare per poter salire sul palco. Tentativi di brevi discorsi in italiano molto apprezzati. Ammiccamenti e pose plastiche limitate dalla superficie stessa del palco molto limitata.
      • Capacità esecutive: 8 - i NATW sono musicisti che sanno il fatto loro. La strumentazione classica un po' particolare condita di sintetizzatori e campionatori sembra quasi sacrificata sul palchetto, ma alla fine tutto prosegue nel migliore dei modi senza tentennamenti. La voce di Charlie Fink si sa, non è potentissima, infatti tende un po' a sparire sui pezzi più rock (se così si possono definire).
      • Durata, setlist: 8,5 - una scaletta direi completa. Ovviamente è stato dato molto spazio ai nuovi pezzi, ma, essendo io un fan dell'ultima ora, la cosa non mi è dispiaciuta. Grandissimo finale struggente con "The First Days Of Spring" in versione potenziata.
      • GLOBALE: 8,5 - una scoperta, una certezza.


      SETLIST
      • Give A Little Love
      • Just Me Before We Met
      • Life Is Life
      • Give It All Back
      • Shape of my Heart
      • Rocks and Daggers
      • Love of an Orchestra
      • Blue Skies
      • Wild Thing
      • The Line
      • Our Window
      • Tonight's the Kind of Night
      • 5 Years Time
      • Jocasta
      • Waiting for My Chance to Come
      • L.I.F.E.G.O.E.S.O.N.

      • Old Joy
      • The First Days of Spring