2 aprile 2011

Roger Waters / Forum di Assago / 1 Aprile 2011

Non è facile cimentarsi in questa recensione, è un po' come rovinare o svelare troppo di un'esperienza sensoriale unica.
  • Qualità del suono: 10 - la quadrifonia ce l'hanno solo i Pink Floyd. Quando ti sembra che un elicottero ti stia atterrando sulla testa o che ci sia veramente un gruppo di dannati in un'ala del palazzetto o che qualche sorta di mostro ti stia urlando nelle orecchie, allora questa è la massima perfezione che si può pretendere.
  • Luci ed effetti: 10 - dice la leggenda che alla prima proiezione dei Fratelli Lumière il pubblico sia scappato fuori dalla sala poiché convinto di essere effettivamente investito dal treno. Ecco, la stessa sensazione di timore penso che si sia provata ieri sera: personaggi mostruosamente imponenti si concretizzano enormi ai lati del palco e poi gli stessi li ritrovi proiettati sul Muro in tutta la loro inqueitudine, e gli effetti sonori che li accompagnano sono così reali che quasi ti senti quasi in guerra... il coinvolgimento è totale.
    Mi ha lasciato di stucco anche la precisione dei proiettori che sono calibrati al centimetro per accendersi solo quando il singolo mattone viene posizionato: in questo modo ogni mattone di cartone prende potenzialmente vita e diventa qualsiasi cosa pur rimanendo sempre fermo fino alla fine.
  • Organizzazione: 10 - un professionista serio e maniaco della perfezione si circonda di collaboratori di altissima professionalità, dal semplice operaio al tecnico luci, grazie a ciò è quindi possibile costruire un palco iniziandolo alle 2.30 di notte e terminandolo nel pomeriggio successivo ed avere comunque una puntualità precisa al secondo per l'inizio dello spettacolo.
  • Ambiente: 9 - molti padri con figli, molti padri e basta, qualche giovane. Pubblico entusiasta ma composto (perlomeno nei posti a sedere della platea).
  • Simpatia:  8 - qualche parolina in italiano, qualche accenno al Muro simbolo di un suo periodo particolarmente introspettivo, ma per il resto è un Waters concentrato sullo show stesso.
  • Capacità esecutive: 10 - musicisti di altissima qualità ed esperienza circondano un Waters in piena forma fisica e vocale. Ottimo anche il cantante che esegue le parti di Gilmour.
  • Durata, setlist: 9 - dare un voto alla scaletta sarebbe come darlo all'intero album The Wall.
  • GLOBALE: 10+ - inevitabile il 10 e lode, la perfezione per quel che riguarda la storia dei concerti, ma anche del teatro e del cinema sta tutta riassunta in un unico spettacolo. Il momento in cui Waters colpisce il muro chiuso facendolo esplodere in milioni di mattoni colorati di milioni di colori è la concentrazione di tutte le emozioni che si possono provare ad un concerto.

29 marzo 2011

Feeder / Circolo Magnolia - Segrate (MI) / 21 Marzo 2011

Feeder - Circolo Magnolia
Finalmente, dopo 6 anni di attesa, torna un gruppo che è sempre stato al limite per diventare grande anche in Italia, ma che a conti fatti ha trascurato per lungo tempo il nostro paese. Ciò non ha scalfito, però, lo zoccolo duro di fan che partecipano numerosi alla community italiana su Facebook.
Purtroppo Grant ha accusato problemi di voce nella seconda metà del concerto lasciando incompiuta l'opera di riconquista dell'Italia.
  • Qualità del suono: 7,5 - bisogna ammettere che la qualità del suono del Magnolia aumenta con la distanza e se, con i Glasvegas ero troppo vicino, ora, una decina di metri più indietro il concerto è musicalmente più godibile.
  • Luci ed effetti: 6 - praticamente, per pura coincidenza, lo stesso allestimento dei Glasvegas in versione semplificata.
  • Organizzazione: 4 - ritardo sistematico. Bisgona arrivare coscienti che, anche se il giorno dopo si lavora, si torna a casa molto tardi. Ho perso completamente gli Ultima (a che ora hanno suonato?! Alle 21?) ed i Feeder erano sul palco alle 23 passate, il tutto sapendo che il programma  ufficiale dava come inizio concerto le ore 22. Mah...
  • Ambiente: 8 - locale pieno di fan devoti (ripeto: grazie anche ad una community molto attiva) e lunga fila all'ingresso. Temperatura fresca, ma poi ci si scalda saltando.
  • Simpatia:  8 - i Feeder hanno la faccia da bravi ragazzi e quindi anche nel momento in cui Grant abbandona (scusandosi abbondatemente, anche in seguito via Facebook, e stringendo le mani ai fan delle prime file) non vi è nessuna protesta da parte del pubblico. Certo rimane la delusione. Certo rimane il pensiero che qualcosa in più avrebbero potuto fare: magari facendo cantare al pubblico il gran finale mancato (Just A Day).
    Prima di uscire Grant si raccomanda di acquistare il loro singolo Side By Side uscito questa settimana, che ha uno scopo totalmente benefico, a favore della Croce Rossa intervenuta dopo il terremoto in Giappone.
  • Capacità esecutive: 8,5 - rock melodico fluente, band potente, sintonia perfetta, cantante dalla voce giusta al posto giusto.
  • Durata, setlist: s.v. - non giudicabile. Possimo dire che Seven Days In The Sun è stata molto apprezzata, ma la chisura anticipata ci ha lasciato con l'amaro in bocca per quel che poteva essere il finale di concerto.
  • GLOBALE: 7 - impressione globale compromessa, ma se ci sarà un altro concerto dei Feeder in Italia, non mancherò certamente. Loro stessi erano stupiti per l'affluenza e l'accoglienza calorosa, speriamo che ne tengano conto per il futuro.


SETLIST
  • Barking Dogs
  • Insomnia
  • Sentimental
  • White Lines
  • Feeling A Moment
  • Renegades
  • Pushing The Senses
  • Down To The River
  • Just The Way I'm Feeling
  • Buck Rogers
  • Seven Days In The Sun
  • Home

19 marzo 2011

Beady Eye / Alcatraz - Milano / 16 Marzo 2011

Beady Eye - Alcatraz
Grande attesa per questo evento che ha mandato sold-out l'Alcatraz già diverse settimane prima del concerto, grazie ad una promozione intensa: Liam e soci sono stati intervistati praticamente da tutte le radio nazionali, senza parlare di giornali, riviste e televisioni; forse avevano paura di una certa disaffezione o disorientamento per il cambio di nome della band.
  • Qualità del suono: 7 - cominciando dagli aspetti tecnici l'audio era buono ma non eccelso. Liam non è facile da gestire e la sua voce, rispetto ad altre volte, era ben distinta.
  • Luci ed effetti: 7 - riflettori posteriori e immagini proiettate sullo sfondo. Purtroppo queste immagini erano statiche: semplici pseudo copertine per quasi ogni canzone. Buone le luci in perfetta sincronia con la musica.
  • Organizzazione: 6 - diciamo che sono stati puntuali, ma non mi è piaciuta la gestione degli ombrelli, per cui all'ingresso se ne è accumulata una montagna, ritrova poi il tuo all'uscita se sei capace. Il guardaroba in sala transennato e separato dalla platea ha creato non pochi problemi alla folla in uscita.
  • Ambiente: 6 - locale caldo e soffocante a tratti. Pubblico esaltato ma non troppo, si è visto di peggio all'Alcatraz. I Beady Eye, comunque, sono stati capaci di richiamare sia vecchi britpoppiani che nuovi fan (tra il pubblico molti ventenni più che trentenni). 
  • Simpatia:  7 - Liam è Liam, ma gli Oasis sono altra cosa. Agli Oasis bastavano canzoni  pregevoli e l'unicità dei personaggi; i Beady Eye necessitano di quel qualcosa in più che non c'è. Ho apprezzato le scuse di Liam per il pacco che ci hanno tirato 2 anni fa rifilandoci i Deep Purple. Ed è stato pure apprezzabile il suo mantello tricolore proprio alla vigilia del nostro compleanno.
  • Capacità esecutive: 7,5 - quando sale la nostalgia con lo sguardo si va a cercare il fratello maggiore sulla destra, ma al suo posto c'è Gem che sembra l'unico a darsi un po' da fare. Ora, senza Noel, sia Gem che uno svogliato Andy devono fare le contro voci per sostenere, come sappiamo, la voce un po' precaria di Liam, il quale, bisogna ammettere, ha retto bene anche canzoni leggermente fuori dalle sue corde. Il giovane bassista dalla pettinatura improbabile è chiaramente un manichino dell'OVS, sembra terrorizzato. Deluso da Chris, il batterista, che, a differenza di altre volte, sembra un po' giocare facile e si risparmia sull'assolo finale di The Morning Son.
  • Durata, setlist: 5 - non ci siamo. Volete affermare la vostra identità? Benissimo. Una carriera gloriosa per ogni componente non basta? No. Risultato: 1 ora scarsa di concerto. Solamente un bis. E' assurdo rinnegare gli Oasis, suonate qualcosa di vostro, evitate i pezzi di Noel, ma qualcosa andava fatto. Persino i White Lies o anche i Glasvegas al loro primo tour hanno suonato di più!
    Nonostante tutto, le nuove canzoni hanno un loro perchè: la conferma è che, nonostante sembri la sigla di un cartone animato anni 80, The Beat Goes On è la miglior sorpresa dell'album; oltre a questa i pezzi più lenti sono comunque quelli che riservano più emozioni (Kill For A Dream, For Anyone). Da segnalare anche la potenza di Standing On The Edge Of Noise. Bisogna ammettere, però, che il lato più rock si basa su banali giri di blues che ormai annoiano. Alcuni pezzi passano in fretta nel dimenticatoio. 
  • GLOBALE: 7,5 - buona prova del fratellino minore, che riesce a staccarsi dall'ombra di The Chief senza troppi traumi e con orgoglio porta avanti la sua band. Chissà se un giorno li rivedremo insieme. E' probabile. Stasera la curiosità ha attirato parecchio pubblico, ma non penso che tra qualche mese possano riempire il Forum di Assago.


SETLIST
  • Four Letter Word
  • Beatles And Stones
  • Millionaire
  • For Anyone
  • The Roller
  • Wind Up Dream
  • Bring The Light
  • Standing On The Edge Of The Noise
  • Kill For A Dream
  • Three Ring Circus
  • The Beat Goes On
  • Man Of Misery
  • The Morning Sun

  • Sons Of The Stage

15 marzo 2011

Glasvegas / Magnolia - Segrate (MI) / 14 Marzo 2011

Glasvegas - Magnolia, Segrate (Milano)
  • Qualità del suono: 3 - spero che in fondo si sentisse un po' meglio perchè nelle prime file non era musica, ma frullato di note. La voce del cantato era inesistente e il basso faceva vibrare le sottili pareti di plastica, perchè il Magnolia è, di fatto, un tendone semi-provvisorio. Forse abbassando un po' il volume alcuni di questi problemi si sarebbero risolti, dopotutto il posto è molto piccolo!
  • Luci ed effetti: 7,5 - nella sua semplicità il palco è stato ben allestito in poco spazio e con  un paio di astuzie luminose (luci calde dal basso e barre colorate retrostanti) l'atmosfera era quella giusta per questo concerto. Particolare il cavo del microfono luminoso bianco che avvolgeva anche tutto il perimetro del palco.
  • Organizzazione: 5 - ritardi su ritardi: Glasvegas sul palco alle 23.20. Lo stesso James Allan, appena arrivato, si è scusato col pubblico dandosi la colpa. Perdonato.
  • Ambiente: 6 - ambiente ristretto e anche un po' fresco, ma va anche bene, così il cappotto non dà fastidio. Pubblico rumoroso durante l'esibizione di Erica Mou e anche ritardatario, il locale si riempie giusto per l'inizio dei Glasvegas.
  • Simpatia: 9 - James è riuscito a ritagliarsi un suo personaggio che rispetta in tutto e per tutto. Non si risparmia mai, per lui cantare è un impegno profondo e quasi una sofferenza. Spesso avanza verso il pubblico, a volte si sdraia e... addirittura scende in platea per pogare insieme ai fan sulle note di Go Square Go. Probablimente era appena docciato, il suo profumo ha riempito il locale!
    Suo cugino Rab, sul finire del concerto ha offerto una decina di lattine di birra alle prime file. 
  • Capacità esecutive: 9 - James, a differenza del precedente concerto milanese, non ha mai imbracciato la chitarra. Mi spiace non aver potuto percepire meglio il cantato, che comunque mi è sembrato all'altezza di ogni situazione e che ha raggiunto il suo punto più alto con una versione solo voce e tastiera di Flowers And FootballTops. Per il resto la nuova batterista nel suo suonare in piedi (come la precendente) è molto coreografica e potente, in pieno stile Glasvegas.
  • Durata, setlist: 7,5 - tutte le migliori del primo album, una cover e un paio di nuove, quelle già ascoltate e conosciute; niente sorprese dunque e niente noia con pezzi mai ascoltati. Purtroppo concerto troppo breve, ma per 10€ non ci si può lamentare più di tanto.
  • GLOBALE: 8,5 - esperienza mistica.  




SETLIST

  • The World Is Yours
  • It's My Own Cheating Heart That Makes Me Cry
  • Shine Like Stars
  • Polmont On My Mind
  • Be My Baby
  • Moon River
  • Euphoria, Take My Hand
  • Geraldine
  • Go Square Go
  • Ice Cream Van
  • Flowers And Football Tops
  • S.A.D. Light
  • Daddy's Gone

Opening act: Erica Mou

    25 febbraio 2011

    Fran Healy live @ Tunnel @ Circolo degli Artisti

    Fran Healy - Circolo degli Artisti - Roma
    Non è facile recensire un concerto che concerto non è, innanzitutto perchè i concerti che abbiamo seguito sono stati 2 (4 in tutto quelli in Italia) e poi perché oltre al concerto c'è stata l'umanità di un artista che, liberato dagli orpelli della band, si è espresso in tutto il suo valore.

    • Simpatia: 10 – per una volta cambiamo l'ordine iniziando da questo aspetto. Simpatia: appunto, le storie che precedono quasi ogni canzone ti lasciano un sorriso stampato in viso, a volte è preceduto da una risata, a volte da una lacrimuccia commossa. Fran ripercorre la sua carriera con e senza i Travis, così come la sua vita di rock-star casuale. Perché lui per primo non si aspettava tutto questo successo, i Travis non sono stati costruiti su misura per lo show-business e questo lo si capisce da tanti dettagli: dalla sua umiltà e dalla incredibile e rarissima disponibilità (prima, dopo e durante il concerto) e da ciò che lui stesso racconta con la massima sincerità, arrivando fino a dettagli personali descrivendo, ad esempio, il suo rapporto con il figlio (e di conseguenza con suo padre).
      Fran si è scusato più volte per l'assenza dall'Italia per 7 anni e giura che tornerà anche con i Travis. Lui stesso si è stupito per l'accoglienza e l'entusiasmo, capisce che, dopo tanti anni, altri gruppi si sono affacciati sulle scene ed era comprensibile una certa disaffezione per la band scozzese, cosa che invece è avvenuta solo in parte. Aggiungiamo noi: queste date sono probabilmente un investimento per il futuro, impossibile non farsi coinvolgere dal suo carisma, dopo una serata del genere anche lo spettatore più scettico è stato conquistato, insomma: una promozione a lungo termine.
    • Capacità esecutive: 10 – un uomo solo con la sua chitarra cosa può fare più di così? La sua voce non sbaglia un colpo, i suoi tipici acuti, spremuti nelle sue movenze e contorsioni suo marchio di fabbrica, non hanno cedimenti. Certo può capitare qualche piccolo vuoto di memoria ma Fran è aiutato dallo zoccolo duro della prima fila pronta a fungere da “gobbo”. Fran ha con sé 2 chitarre di cui una a 12 corde che utilizza quando nella prima salta qualche corda (è successo, ed è lui stesso a sostituirla, insomma si fa in quattro questo ragazzo)
    • Qualità del suono: 9 – voce e chitarra non richiedono particolari regolazioni, forse, l'unica cosa che manca è un minimo di aiuto da parte dell'effettistica, ma questo tour ha una filosofia di fondo molto low-cost e quindi se oggi possiamo godere di 4 date di Fran in Italia è anche grazie all'essenzialità di questi concerti.
    • Organizzazione: 9 – un po' più carente a Milano, più completa a Roma. Pochissima sicurezza e assenza di transenne (credo sia una scelta esplicita di Fran), sicchè al Tunnel la prima fila stava praticamente seduta sul palco.
    • Ambiente: 9 - nonostante ciò il pubblico è stato correttissimo, più pacato a Milano, più esuberante a Roma, ma sempre con il massimo rispetto: “Parlate pure, non è un problema per me, ma sappiate che potreste perdervi qualcosa di interessante” le parole di Fran dopo che parte del pubblico “Sssshhh” zittiva i più chiaccheroni.
    • Luci ed effetti: n.p. – un concerto low-cost non può avere una scenografia personalizzata, soprattutto perché non ci sta sull'unica auto che trasporta Fran, Foley e le chitarre.
    • Durata, setlist: 10 – non esiste, o perlomeno è cosa rarissima, che dopo un set prestabilito di pezzi vecchi e nuovi la scelta passi al pubblico; infatti è proprio Fran a chiedere ai suoi fan, così, sul momento, di scegliere le prossime 5-6 canzoni; e qui inizia la parte più unica del concerto: Fran ascolta tutte le richieste e poi decide, suona alcuni pezzi dopo tanti anni e, anche se sbaglia qualche accordo o qualche parola, non è certo un problema, è cosa comprensibile che lo rende ancora più umano e che rende questo evento intimissimo, come se Franny stesse suonando nel proprio salotto insieme a pochi amici.
    • GLOBALE: 10 e lode – indescrivibile a parole sopratutto per chi ha le proprie radici musicali nel brit-pop, manca ancora una data, stasera a Treviso, imperdibile.
    Ecco le canzoni suonate:

    16 gennaio 2011

    Musica in Streaming (aggiornato)

    Già da un paio d'anni (in USA) e ora anche qui da noi, stanno nascendo alcuni servizi che permettono, tramite il pagamento di un abbonamento mensile, di poter ascoltare (quasi) tutta la nostra musica preferita. I provider che offrono questa possibilità sono tanti, ma non tutti sono utilizzabili in Italia, si dice che la SIAE sia un grosso ostacolo da superare.
    Ho cercato di fare un po' d'ordine, cosciente, però, del fatto che la situazione è in continua evoluzione:
    • Zune Marketplace: ovviamente Microsoft può permettersi un archivio praticamente completo ed aggiornato; il software funziona solo con il proprio universo: Windows, lettori Mp3 Zune, Xbox360 e Windows Phone 7. La cosa interessante è che gli Mp3 vengono scaricati sul vostro apparecchio e quindi sono ascoltabili anche offline; bisogna solamente ricollegarsi una volta alla settimana per riconvalidare la licenza. Offre anche la possibilità di ascoltare una radio con brani casuali scelti sulla base delle indicazioni dell'utente. Costo: 9,99€ al mese, e scontato 99,90 per un anno. Disponibili anche alcuni film e videoclip musicali.
    • Play.me di Dada: marchio italiano, il primo e l'unico per ora. Archivio vasto, ma non aggiornatissimo nel momento in cui si va a ricercare della musica fuori dal mainstream (tipo Strokes o Arcade Fire). E' invece ricca la lista di artisti italiani. Non è possibile l'ascolto offline via computer, ma è invece possibile su (quasi) tutti i cellulari più recenti. Anche qui il sistema è in grado di costruire una radio in base ai gruppi preferiti o al genere. Costo: 4,99€ al mese con ascolto solo via browser (Windows, Mac e Linux) e 10 canzoni scaricabili per sempre; con 9,99€ al mese si può utilizzare anche il cellulare e si hanno 20 canzoni gratis.
    • Spotify: famosissimo all'estero ma ancora fermo da noi. Su altri siti troverete come fingervi stranieri e prolungare il periodo di prova, ma ho lasciato perdere optando per qualcosa di più comodo anche se, in effetti, Spotify è il più completo. E' l'unione di Zune e Play.me, è aggiornato ed utilizzabile con qualsiasi piattaforma fissa o mobile, ci sono diversi tipi di abbonamento (prezzi allineati con i precedenti) che comprendono anche l'ascolto offline.
    • Grooveshark: servizio gratuito, si trova generalmente quel che si cerca (persino Fran Healy), ma l'archivio è disordinato, l'impressione che si ha è quella di cercare qualcosa su Emule: ci sono doppioni ed è difficile ascoltare un intero album nell'ordine originale. Presenta l'opportunità di pass a pagamento che permettono l'ascolto offline e l'assenza di pubblicità.
    • Napster: a volte ritornano. Servizio simile agli altri e archivio molto aggiornato. Ancora non utlizzabile in Italia. Prezzi allineati con la concorrenza.
    • Rhapsody: servizio simile a quelli appena descritti sia come funzioni che come prezzi.
    • iTunes: nonostante le smentite è impossibile che Apple rimanga fuori da questo business.
    • Google Music: anche l'azienda di Mountain View si sta muovendo in questa direzione.
    • Last.fm: ha un'esperienza superiore a tutti gli altri e fino a poco tempo fa era l'unico che offriva possibilità interessanti, aveva un archivio enorme, un algoritmo potente e un lato social niente male. Era e rimane però una radio da cui si può ascoltare musica casuale in base al genere ed agli artisti preferiti. Purtroppo non si è evoluto nella direzione giusta e seppur continui ad essere molto utilizzato per condividere i propri gusti musicali e le date dei concerti, non ha più gli archivi molto aggiornati e non potrete mai ascoltare un album per intero. Costo per la radio basata sui propri gusti: 3€ al mese.
    • Pandora: concorrente diretto di Last.fm. E' stato schiacciato dai dazi imposti delle major e quindi non è utilizzabile già da 3 anni nel nostro paese.
    • Cubo Musica: nuovo servizio di Telecom Italia dedicato ai suoi abbonati ADSL. Gratis fino a giugno. Assomiglia un po' a tutti gli altri. Il catalogo, per ora, mi sembra un po' povero.

    18 novembre 2010

    Interpol / Palasharp - Milano / 17 Novembre 2010


    • Qualità del suono: 7,5 - sto rivalutando questa location, forse la chiusura dell'anello più alto tramite uno sbarramento di teloni ha contribuito ad avere un'atmosfera più raccolta.
    • Luci ed effetti: 5 - atmosfera cupa e nebbiosa, ma troppo essenziale, nulla di minimamente ricercato. Il nuovo bassista è rimasto nelle tenebre, solo una sagoma senza volto. Finte canne di organo sullo sfondo filtravano la luce dei fari.
    • Organizzazione: 8 -tutto tranquillo e forse è andata bene così visto che, rispetto ad altri concerti di questa portata, il personale di sicurezza era ridotto all'osso.
    • Ambiente: 8 -un po' di spinte e di surfing nelle prime file, ma non è che gli Interpol si prestino molto a questo genere di entusiasmo, giusto sull'ultima canzone.
    • Simpatia: 7 - qualche parola in italiano che va anche un po' oltre il semplice crazzie e un minimo di interazione c'è stata.
    • Capacità esecutive: 8,5 - meccanismi collaudati e ben oliati. La voce "strana" di Paul Banks ha tenuto bene, mentre il chitarrista, Daniel Kessler era preciso e plastico al punto giusto.
    • Durata, setlist: 8 - ad esser sincero, questo era uno di quei concerti che quando leggi la scaletta velocemente ti sembra di non conoscere più di 2 canzoni, in realtà  le conoscevo praticamente tutte. Ovviamente la flessione compositiva della band s'è fatta sentire. I pezzi dei primi album sono un'altra cosa e questo lo si notava anche dalla reazione del pubblico, e non penso che sia solo una questione di maturazione. E' mancata "Stella" ma è stata rimpiazzata da pezzi ugualmente validi. Brividi sull'inizio dei bis: The Lighthouse.
    • GLOBALE: 8,5 - dal vivo almeno una volta nella vita.


    SETLIST
    • Success
    • Say Hello To The Angels
    • Narc
    • Length of Love
    • Summer Well
    • Rest My Chemistry
    • Slow Hands
    • C'mere
    • NYC
    • Barricade
    • Take You On A Cruise
    • Lights
    • PDA
    • Memory Serves
    • Not Even Jail
    • The Lighthouse
    • Evil
    • The Heinrich Maneuver

    15 novembre 2010

    Embrace: nuovo album in arrivo?

    E' alquanto difficile scovare online qualche notizia riguardo agli Embrace, ma a quanto pare dopo 5 anni di silenzio assoluto stanno per tornare:

    Embrace album is sounding very special. We are getting together very soon for another few weeks of concentrated and undistracted music making. I am very excited about it. To me it's shaping up to be the strongest, powerful and striking thing we have done. To think that at this point we are about to make the best album is fucking awesome and thrilling.

    I have no idea when it will be ready. But we are doing it and enjoying the process.

    Love,

    Mickey x x x x

    Questo è ciò che scrive il tastierista del gruppo nel forum ufficiale. Speriamo bene...  

    10 settembre 2010

    Stereophonics / Alcatraz - Milano / 11 Settembre 2010

    • Qualità del suono: 8,5 - forse l'Alcatraz ha trovato un suo equilibrio sonoro, anche se in prima fila il volume è ancora troppo alto, però come si dice.. hai voluto la prima fila..?
    • Luci ed effetti: 7 - i soliti, nulla da segnalare.
    • Organizzazione: 8 - evento legato al gran premio di Monza, il che significa che ieri sera è stata una serata un po' diversa dal solito, un po' pomposa per essere un concerto degli Stereophonics in Italia, con salottini riservati, security in divisa e ad ogni angolo del locale e soprattutto decine (non sto esagerando) di pullman e pullmini "Vip Spaceshuttle" dai vetri scuri che riportavano a casa gli imbucati della formula 1.
    • Ambiente: 8 - a Febbraio avevano interroto Dakota per l'eccessivo entusiasmo del pubblico, questa volta forse sono stati più tranquilli.
    • Simpatia: 7 - più che di simpatia si potrebbe parlare di stile. Gli Stereo la sanno lunga su come si confeziona un concerto.
    • Capacità esecutive: 8,5 - nel 2005 erano in 3 sul palco, ora sono in 5 e si sente, il suono è più completo e Kelly Jones ha una voce unica e perfetta.
    • Durata, setlist: 8 - usciti dal tour promozionale di Keep The Calm, scelgono una scaletta di repertorio adatta anche alla serata tagliando un paio di canzoni (nuove).
    • GLOBALE: 8,5 - una certezza.


    SETLIST
    • Bank Holiday Monday
    • A Thousand Trees
    • More Life in a Tramp's Vest
    • Last of the Big Time Drinkers
    • I Got Your Number
    • Superman
    • Pick a Part That's New
    • Mr. Writer
    • Stuck in a Rut
    • Uppercut
    • Maybe Tomorrow
    • I Wouldn't Believe Your Radio
    • Innocent
    • Have a Nice Day
    • Trouble
    • Just Looking
    • Local Boy in the Photograph
    • She's Alright
    • The Bartender and the Thief
    • Dakota